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martedì 3 febbraio 2015

Il Fiore di Vita

Il fiore di vita è una figura geometrica composta da cerchi multipli sovrapposti e composti in una simmetria esagonale, che compongono una figura simile ad un fiore.

Il centro di ogni cerchio è posto sulla circonferenza di sei cerchi sovrapposti dello stesso diametro. Il fiore di Vita è composto da multipli del simbolo della Vesica Piscis.

Il fiore di vita è considerato un simbolo di geometria sacra, un mandala molto potente poiché si trova rappresentato in diverse parti del mondo, in numerosissime antiche culture: da quella Assira a quella Messicana, dal Perù all’Egitto, dal Medio Oriente fino Cina e Giappone; in area Italica abbiamo tracce di questo simbolo in edifici, oggetti d'arte in legno, bronzo, vetro e dipinto in antichi manoscritti.

Scritto da Roberta Castellani  www.mandala-castellani.it

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La Vesica Piscis

LaVesica Piscis o mandorla mistica è un simbolo di forma ogivale ottenuto da due cerchi dello stesso raggio, un intersezione di due cerchi in modo tale che il centro di ogni cerchio si trova sulla circonferenza dell'altro.

Rappresenta la comunicazione fra due mondi, due dimensioni diverse, ovvero il piano materiale e quello spirituale, l'umano e il divino.

Conosciuto in tutte le popolazioni del Medio Oriente, dalla Mesopotamia all’Africa, tra le civiltà asiatiche, il simbolo della vesica piscis si rivela anche nel Cristianesimo associata alla figura del Cristo.

Questo mandala è rappresentato in molti codici miniati e sculture del Medioevo alludendo al frutto della mandorla e al seme in generale, è un chiaro simbolo di Vita e quindi un naturale attributo per Colui che è, "Via”, “ Verità” e “Vita".

Il simbolo della Vesica Piscis è forma componente del “Fiore di vita”

Scritto da Roberta Castellani  www.mandala-castellani.it

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martedì 20 gennaio 2015

Dipinti ‘Un viaggio nel profondo'


"Il simbolo ha da sempre giocato un ruolo dominante nell’ambito della trasmissione di conoscenza, in quanto strumento ottimale per entrare in comunicazione profonda con piani diversi di realtà.

Dal punto di vista etimologico ‘simbolo’ è ciò che ‘riunifica’ : pertanto il termine presuppone che ci sia stata una separazione, una divisione, che è quella operata dalle forze centrifughe della psiche, che si disperde nella molteplicità. Una delle funzioni più evidenti del simbolo è dunque quella di realizzare un’azione centripeta, come si rileva nel disegno del mandala che si struttura attorno al punto centrale.

Al tempo stesso tuttavia, proprio perché una delle caratteristiche fondamentali del simbolo è la polivalenza, questo àncora e concentra la mente per prepararla all’espansione di un diverso livello, espletando l’ulteriore funzione di passaggio da un piano all’altro.

Da descrittivo, perché parte dalla rappresentazione visiva, diviene evocativo, in quanto riverbera nel profondo risvegliando emozioni rimosse.

Non basta dunque guardarlo e non è sufficiente neppure capirlo. Per essere ‘com-preso’, deve essere esperito e vissuto in una dimensione che non è quella razionale.

È visibile, ma rimanda all’invisibile,, intessendo un’infinita rete di collegamenti e relazioni tra il manifesto e l’immanifesto, il conscio e l’inconscio, il particolare e l’universale,”

Tratto da: M. Albanese - G.Cella “Mandala linguaggio del profondo” –Xenia, Milano 2002

Scritto da Roberta Castellani  www.mandala-castellani.it

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