venerdì 17 aprile 2015

Come nasce la necessità del Mandala?

Cristo nel labirinto di Alatri
(terza parte) 
In occidente l’orientamento spirituale geografico è indirizzato nei mandala labirinti e mandala rosoni delle cattedrali gotiche.

Tra i più noti quelli nella Cattedrale di Amiens e Chartres: il magico labirinto disegnato a cerchi concentrici e l’imponente rosone; tramite essi l’uomo si avvicina al divino, attratto dal simbolismo del fiore in quanto simboleggia la vita, la rinascita ed il rinnovamento; con il labirinto il pellegrino esegue un percorso di avvicinamento e allontanamento dal centro, inversioni di giro che rappresentano l’intricato camino dell’uomo che cerca la via della salvezza e la rettitudine.

In Italia, abbiamo celebri esempi di labirinti: nella Cattedrale di Lucca, S. Martino all’ingresso, S. Vitale a Ravenna e S.Maria in Trastevere a Roma con gli splendidi labirinti in mosaico, ad Alatri nel chiostro della Chiesa di S.Francesco vi è l’unico esempio di labirinto con la figura di Cristo al centro.

Scrive ancora Tucci: “Ogni tempio è un mandala. L’ingresso nel tempio non è soltanto l’ingresso nel luogo consacrato, ma l’entrata nel mysterium magnum. Chi compie con pura consapevolezza il rito di circumabulazione,secondo le regole prescritte e visita in ordine i recessi del Tempio, percorre il meccanismo del mondo, fino a che giunto nel sanctum sanctorum egli è trasfigurato, in quanto raggiungendo il centro mistico dell’edificio sacro, egli si identifica con l’unità primordiale.” G.Tucci “Teoria e pratica del Mandala” , Ubaldini, 1969 Roma

Scritto da Roberta Castellani  www.mandala-castellani.it

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venerdì 3 aprile 2015

Come nasce la necessità del Mandala?

Stupa, pianta e alzato
(seconda parte)
Si deduce perciò che nel genere umano nasca una necessità pratica, di fatto, un comportamento dettato dal concetto archetipico puro del mandala che, basandosi su alcuni princìpi trascendentali , cioè il nostro modo di conoscerli in quanto è possibile a priori, che mirano a compiacere cerimonie di progettazione e costruzione, l’uomo realizza da tempi immemorabili templi, santuari, luoghi sacri, palazzi reali; ad esempio gli Ziggurat mesopotamici, che risalgono a più di 5000 anni fa; oppure il tempio in pietra di Borobudur, a Giava del VIII° secolo, i monumenti-reliquiari come gli Stupa, che significa monumento spirituale, antichi tumuli di terra tondi, come dimostra quello di Sanchi in India; entrambe i santuari sono stati concepiti per essere circumambulati dai pellegrini, costruiti con una geometria comprendente la forma del cerchio e del quadrato, esattamente come un mandala; altra testimonianza sono le abitazioni civili, le tende dei pastori asiatici, a forma circolare con foro al centro della sommità.

Perciò il mandala è considerato dall’uomo un potente strumento di collegamento con il divino, una guida efficace alla meditazione quotidiana, come rituale nella cultura tantrica e non solo, poiché con il suo schema geometrico è un supporto indispensabile all’orientamento psico-fisico del devoto.

Non dobbiamo tralasciare le mappe geografiche dei pellegrini Hindu, ovvero le mappe de “I luoghi della geografia mistica” come li definisce M. Albanese (“Il Tantrismo”Xenia,Milano) riferendosi precisamente alla “cosmologia indù che considera il mondo alla stregua di un grande mandala, cioè un cosmogramma riflettente l’ordinamento divino, con al centro il Monte Meru che è l’asse che lo connette alla sfera sopramondana, da una parte, e alla sfera ctonia infera, dall’altra. Da questo centro assiale vengono emanate le quattro direzioni principali dello spazio e le quattro intermedie, cosicché l’universo risulta ripartito in una serie di quadranti, ognuno dominato da un nume reggente”.

Scritto da Roberta Castellani  www.mandala-castellani.it

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